GARZIGLIANA – I due corpi distesi a terra, in mezzo al prato. Inermi. Una brezza leggera solleva il paracadute ancora legati alle imbracature. È una scena agghicciante quella che si trovano di fronte i compagni di Christophe Zagula e Catherina Groff in quel campo di Garzigliana. Due loro amici, uniti non solo dalla passione per il volo ma anche nella vita, sono morti, precipitati a terra dopo un volo di centinaia di metri.
È martedì 25, mattina , sono da poco passate le 12,30. Christophe, 38 anni, e Catherina, 41, assieme ad altri quattro compagni si lanciano da 4000 metri con il paracadute. Non è il primo volo di quella mattina. Sono arrivati presto al campo volo di Garzigliana, dovevano restare lì una settimana per uno stage intensivo. Arrivavano dal nord della Francia, non distante da Strasburgo. Lui ha alle spalle oltre 2000 lanci, lei più di 500.
Il portellone si apre, poi il salto nel vuoto, le evoluzioni in aria con i compagni, l’allontanamento, l’apertura del paracadute. Sembra tutto ok. Poi accade l’irreparabile.
Un testimone, un giovane agricoltore della zona racconta di aver visto i due paracadutisti aggrovigliati. Forse un imprudenza, forse una distrazione, fatto sta che la coppia si è scontrata in volo. Le vele si piegano, perdono portanza, la coppia, legata, precipita. Lui perde i sensi, lei probabilmente no e tenta di aprire i paracadute di emergenza. Operazione che riesce ma che si rivelerà inutile.
La velocità di caduta è troppo elevata, lo schianto fatale.
Quando l’agricoltore e un’altra paracadutista arrivano in soccorso Catherina Groff è ancora viva. Spirerà dopo pochi secondi. Sul posto arriva la croce verde di Cavour, l’elisoccorso, i carabinieri di Bricherasio e Pinerolo. Tutto inutile.
Al campo volo di Garzigliana c’è poca voglia di parlare, c’è rabbia, frustrazione, tristezza. Gli appassionati (oltre una ventina i francesi presenti) sono consapevoli dei rischi di questo sport, ma constatare il decesso di un amico è sempre un fatto tragico. I corpi di Christophe e Catherina sono stati ricomposti e trasferiti a Pinerolo, in attesa del nulla osta per il rientro in Francia. Lui era direttore finanziario, lei gestiva un hotel.
Lino Gandolfo
